Ci avete insegnato che avremmo potuto fare qualsiasi cosa. Forti delle vostre vittorie, ci avete assicurato che nessuna strada ci sarebbe stata preclusa e che non avremmo mai più vissuto i tempi delle nostre nonne, tempi di focolari e campi e figli e uomini da badare. Tutta la fatica fatta, fatta per noi e per voi che siete le nostre figlie – dicevate – non sarà mai invano: mettiamo nelle vostre mani una parte di cammino spianata. Il resto sta a voi: studiate, pensate, progettate, metteteci tutta la volontà che vi abbiamo trasmesso, e ogni porta vi sarà aperta.
È così che siamo cresciute, costruendo pensiero dopo pensiero il nostro futuro di donne immerse nella contemporaneità, indipendenti, capaci, preparate, attive, volitive e profonde. Donne piene, saremmo state, donne intere; avremmo riscattato i sogni incompiuti delle nostre nonne, e realizzato tutti quelli che le generazioni passate pensavano impossibili. Avremmo lavorato per passione, prima ancora che per necessità; avremmo vissuto orizzonti larghissimi, sperimentato il mondo, utilizzato la nostra intelligenza e la caparbietà dei nostri giovani anni.
Questi sono i pensieri di cui si sono nutriti i miei anni di studio.
Pensieri così forti da non poter essere accantonati, nemmeno adesso, che i giorni e le politiche e le economie e tutte queste strane macchine che non avevate previsto, e da cui quindi non ci avete messo in guardia, si accaniscono e ci ripetono che questi ‘pensieri’ sono i sogni di eterne bambine, e che la realtà risiede ben altrove.
Ma ho imparato che bisogna combattere, e che i sogni sono diritti inalienabili. Più il mondo intorno cerca di sottrarmeli, più mi accanisco.
Sono in guerra, e questo non è un compromesso da poco; eppure mi sembra, adesso, che non ci sia altra via. Ho deciso che devo resistere, e che quello che spero per me non vale meno di quello che voi, le nostre mamme, speravate per voi stesse. È un’altra fase della stessa battaglia.
Sono una donna e quindi non mi do per vinta.
Perché, come dice Alice Walker, we are not victims: we’re survivors!
martedì 24 marzo 2009
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